Morinaga & Co., Ltd. (TSE: 2201) ha pubblicato il 6 agosto i risultati consolidati del primo trimestre dell'esercizio che chiude a marzo 2027, secondo i principi contabili giapponesi. I ricavi netti sono saliti del 5,6% a ¥63.617 milioni, con un incremento di ¥3.364 milioni, ma l'utile operativo è calato del 13,7% a ¥6.123 milioni, l'utile ordinario del 13,7% a ¥6.214 milioni e l'utile attribuibile agli azionisti della capogruppo dell'11,7% a ¥4.458 milioni. L'utile per azione è stato di ¥53,09 contro ¥59,62 dell'anno precedente. La stretta non è arrivata dalla produzione: il costo del venduto è salito solo del 4,8% a ¥37.083 milioni, meno dei ricavi, cosicché il margine lordo è migliorato del 6,6% a ¥26.533 milioni e l'incidenza è salita al 41,7% dal 41,3%. L'intero problema stava una riga più in basso, nelle spese commerciali, generali e amministrative, balzate del 14,8% a ¥20.410 milioni e pari al 32,1% dei ricavi contro il 29,5% dell'anno prima. Una voce si è mossa nettamente in senso opposto: il risultato complessivo totale è balzato del 74,2% a ¥5.297 milioni da ¥3.041 milioni, quasi interamente perché la riserva di conversione valutaria è passata da meno ¥2.012 milioni a più ¥1.062 milioni. Il trimestre copre il periodo dal 1º aprile al 30 giugno 2026 e cade nell'ultimo anno del "Piano di medio termine 2024" del dolciario, seconda tappa del percorso verso il suo "Piano di gestione 2030".
Un'acquisizione nel gelato mochi riscrive i ricavi — e anche l'utile
Praticamente tutta la crescita del trimestre è arrivata da fuori del Giappone, e da una sola operazione. Il 1º aprile 2026 Morinaga ha perfezionato l'acquisto del 100% di MyMo Holdco, Inc., la holding che detiene indirettamente l'intera partecipazione in The Mochi Ice Cream Company, LLC — il maggior produttore di gelato mochi degli Stati Uniti. Il consiglio aveva deliberato l'operazione e firmato il contratto di cessione delle azioni il 6 marzo 2026. Il corrispettivo è stato di 130 milioni di dollari in contanti, ossia ¥20.818 milioni al cambio di regolamento alla data di acquisizione, e MyMo più tre sue controllate sono state le quattro nuove entrate nel perimetro di consolidamento. Morinaga ha presentato l'operazione come l'acquisizione di un'intera catena del valore negli Stati Uniti, sostenendo che il mercato americano del gelato è su un sentiero di crescita stabile nel medio-lungo periodo, con slancio visibile nelle novità monoporzione, nelle formulazioni "clean label" e nella premiumizzazione.
Sono le conseguenze contabili ad aver trasformato un trimestre forte sui ricavi in uno debole sull'utile. L'operazione ha generato ¥17.249 milioni di avviamento, importo provvisorio perché l'allocazione del prezzo di acquisto non era completata a fine trimestre, da ammortizzare a quote costanti in 12 anni. Nei tre mesi sono già stati contabilizzati ¥359 milioni di ammortamento, contro zero un anno prima. Consulenze e altri costi legati all'acquisizione hanno aggiunto 5 milioni di dollari, ossia ¥892 milioni. Le attività acquisite alla data dell'aggregazione ammontavano a ¥17.231 milioni (¥2.493 milioni correnti, ¥14.738 milioni non correnti) a fronte di passività per ¥2.956 milioni. Il management ha precisato che l'aumento dei costi delle materie prime e della logistica era stato ampiamente assorbito dalle revisioni dei prezzi: a pesare sull'utile è stata l'operazione, non la struttura dei costi.
Il dolciario domestico tiene; gelati piatti e nutrizione in calo
All'interno della divisione Produzione Alimentare, le attività domestiche si sono contratte dell'1,3% complessivo a ¥48.994 milioni, con un utile operativo domestico in calo del 5,5%, intorno a ¥5.656 milioni. L'attività Dolciumi e Alimentari ha realizzato ricavi per ¥21.041 milioni, in calo dello 0,6%, portando comunque l'utile operativo a ¥2.263 milioni, in crescita del 3,6%: le revisioni dei prezzi di aprile su snack, cioccolato e caramelle e su alcuni prodotti al cacao hanno fatto effetto, insieme a un controllo più stretto delle spese commerciali. Categoria per categoria il quadro è disomogeneo, e l'indice delle vendite domestiche pubblicato dall'azienda (anno precedente = 100) rende evidente la forbice. "Morinaga Biscuits" ha chiuso stabile a 99 dopo il recupero delle vendite di giugno, sostenuto dalla domanda di consumo domestico generata dalla stagione delle piogge e dai tifoni. Anche "Hi-Chew" è rimasto a 99, poiché lo sforzo di definire meglio l'occasione di consumo associata a ciascun sotto-marchio non ha ancora attecchito. "Morinaga Ramune" si è distinto a 110: il messaggio sul valore funzionale del glucosio nei momenti di concentrazione si è tradotto in acquisti ripetuti, trainato dai formati in bottiglia e in confezione singola. Il cioccolato ha frenato: "Carré de Chocolat" si è fermato a 90 nonostante le buone vendite del rilanciato "Cacao 88" e di prodotti con inclusioni come "Gianduja" e "Langue de Chat"; "DARS" è caduto di più, a 73, perché le buone vendite di "DARS <Milk>" e "White DARS" non hanno compensato i ricavi persi con la razionalizzazione degli SKU; e "Chocoball" si è fermato a 96 per lo stesso motivo, dopo il taglio degli SKU di "Ōdama Chocoball". Negli alimentari, "Morinaga Cocoa" ha registrato 93 perché la revisione dei prezzi di aprile ha ridotto i volumi nonostante il marketing su abitudini salutari e bevanda fredda estiva, mentre "Morinaga Amazake" è rimasto esattamente stabile a 100.
L'attività Gelati è stata quasi perfettamente statica sui ricavi, a ¥15.110 milioni, in calo di soli ¥6 milioni ovvero dello 0,0%, ma ha convertito le revisioni dei prezzi in un guadagno del 3,0% sull'utile operativo, a ¥1.663 milioni, a fronte dell'inflazione di materie prime e trasporti. La famiglia "Jumbo" è stata il motore, con un indice di 106: "Choco Monaka Jumbo" ha lanciato nuovi spot televisivi costruiti sui popolari contenuti della visita in fabbrica per allargare la base di acquirenti, mentre "Vanilla Monaka Jumbo" ha valorizzato il "valore di consistenza" della sua "Combination Vanilla". Tutto il resto della gamma è arretrato. "Ita Choco Ice" è crollato a 75: gli accorgimenti sulla confezione per il consumo frazionato e un'edizione limitata estiva non hanno compensato l'effetto base sfavorevole rispetto a un prodotto a tempo lanciato nello stesso periodo dell'anno scorso. "The Crepe" si è fermato a 91 e "Ice Box" a 94, quest'ultimo nonostante campagne nei punti vendita e bicchieri trasparenti in edizione limitata che avevano anticipato l'esposizione a scaffale verso il cuore dell'estate, vanificati dal maltempo.
L'attività nutrizionale "in" è stata la più debole in Giappone, con ricavi in calo del 3,1% a ¥7.805 milioni e utile operativo in flessione dell'11,0% a ¥1.597 milioni, per l'inflazione delle materie prime e il minor fatturato. "in Jelly" si è fermato a 96: l'azienda aveva anticipato i lanci estivi in edizione limitata per intercettare la domanda di prevenzione dei colpi di calore, scommettendo sull'allungamento dell'estate di cui il Giappone discute come anno "a due stagioni", ma le basse temperature di giugno e i più numerosi giorni di pioggia hanno frenato sia la domanda sportiva sia quella anti-caldo. "in Bar" ha raggiunto 104, intercettando con costanza un mercato degli alimenti nutrizionalmente equilibrati che continua a crescere sulla domanda di sostituti del pasto. La piccola attività di vendita diretta al consumatore è stata la migliore in proporzione nel trimestre, con ricavi in crescita del 2,6% a ¥2.705 milioni e utile operativo in aumento del 53,8% a ¥201 milioni, grazie ai maggiori ricavi e a una pubblicità disciplinata: "Oishii Collagen Drink" si è fermato a 98, con la pubblicità anticipata che ha conquistato nuovi clienti ma con un abbandono dei clienti esistenti superiore alle attese, mentre "Oishii Aojiru", candidato a secondo pilastro, ha venduto bene. Le controllate operative sono state l'unica vera vittima: ricavi in calo del 12,8% a ¥2.331 milioni e risultato in arretramento di ¥332 milioni fino a una perdita operativa di ¥68 milioni. Gli eventi di Aunt Stella — sacchetti da riempire a piacere e la festa di compleanno di Aunt Stella — nei negozi diretti in tutto il Paese non hanno rianimato vendite fiacche dalla revisione dei prezzi dell'anno scorso, e Morinaga Market Development ha visto ristagnare le vendite nei principali parchi a tema.
L'estero vale ormai quasi un quinto del gruppo
Il mix geografico è cambiato in modo deciso in un solo trimestre. I ricavi domestici sono scesi dell'1,0% a ¥51.610 milioni, mentre quelli esteri sono balzati del 47,8% a ¥12.007 milioni, portando la quota estera al 18,9% dal 13,5%. La sola attività negli Stati Uniti è cresciuta del 65,1% a ¥9.105 milioni, con utile operativo in aumento del 16,9% a ¥673 milioni, pur avendo assorbito l'inflazione dei trasporti e il nuovo ammortamento dell'avviamento. Dietro quel dato, il business americano preesistente si limitava a tenere: "HI-CHEW" ha continuato a soffrire nel canale dei convenience store, che pesa molto sulle sue vendite, con l'inflazione a gravare sui consumatori; Morinaga ha quindi puntato sulla grande distribuzione — ripristinando gli SKU ridotti l'anno scorso e introducendo linee per ricorrenze stagionali —, quanto bastava a riportare il marchio grosso modo sui livelli dell'anno precedente. La crescita incrementale è venuta da MyMo, il cui prodotto di punta "my mochi ice cream" ha continuato a vendere bene nella grande distribuzione. Cina, Taiwan ed esportazioni hanno aggiunto il 12,2% a ¥2.816 milioni e il 5,2% a ¥226 milioni di utile, con "HI-CHEW" e i prodotti giapponesi importati in buona forma in Cina, "HI-CHEW" forte a Taiwan e l'espansione esplorativa che prosegue in Asia orientale e sudorientale, Oceania ed Europa per consolidare "HI-CHEW" come marchio globale. Fuori dalla Produzione Alimentare, il Commercio all'ingrosso alimentare ha aumentato i ricavi del 4,5% a ¥1.995 milioni ma ha visto l'utile crollare del 57,5% a ¥125 milioni, mentre Immobiliare e Servizi ha aumentato i ricavi del 7,5% a ¥497 milioni e l'utile del 13,2% a ¥227 milioni.
Dove sono finiti i ¥975 milioni di utile operativo
Vale la pena ricostruire il calo riga per riga, perché le attività operative hanno perso molto meno del gruppo. L'utile dei settori oggetto di informativa, prima dell'allocazione corporate, è sceso solo di ¥392 milioni, da ¥7.326 milioni a ¥6.934 milioni. Il danno vero l'ha fatto la riga di raccordo — i costi centrali non allocati, ampliatisi da meno ¥228 milioni a meno ¥811 milioni, un peggioramento di ¥583 milioni che spiega circa il 60% del calo di ¥975 milioni dell'utile operativo. Morinaga attribuisce tali costi principalmente a spese generali amministrative e a investimenti nello sviluppo di nuove attività non attribuibili ad alcun settore. All'interno delle spese commerciali e amministrative, trasporti e stoccaggio sono saliti dell'11,1% a ¥5.541 milioni e assorbono ora l'8,7% dei ricavi; stipendi e indennità sono cresciuti del 14,2% a ¥3.165 milioni; la promozione delle vendite del 9,8% a ¥1.898 milioni; e la voce residuale "altri" — dove finiscono i costi dell'operazione e l'ammortamento dell'avviamento — è balzata del 32,1% a ¥6.352 milioni, ossia il 10,0% dei ricavi contro l'8,0%. L'unica voce in calo è stata la pubblicità, giù del 3,2% a ¥2.449 milioni. Sotto l'utile operativo il quadro è migliore di quanto suggerisca il titolo: una plusvalenza da cessione di immobilizzazioni per ¥443 milioni ha portato i proventi straordinari a ¥460 milioni da ¥37 milioni, cosicché l'utile ante imposte è sceso di un più contenuto 9,1% a ¥6.513 milioni, contro il −13,7% dell'operativo.
Compare l'avviamento, i debiti si moltiplicano per otto e manca il rendiconto finanziario
Il consolidamento di MyMo ha lasciato un segno inequivocabile nello stato patrimoniale. Il totale attivo è salito a ¥250.505 milioni al 30 giugno da ¥225.921 milioni alla chiusura di marzo, un aumento di ¥24.584 milioni ovvero del 10,9% in tre mesi, di cui ¥23.524 milioni riconducibili al solo incremento delle attività del settore Produzione Alimentare. La composizione racconta la storia: l'avviamento è passato da zero a ¥16.890 milioni (i ¥17.249 milioni iscritti, meno i ¥359 milioni già ammortizzati), i crediti commerciali sono saliti a ¥30.514 milioni da ¥28.448 milioni e impianti e automezzi a ¥25.476 milioni da ¥23.843 milioni, mentre le disponibilità liquide sono scese a ¥25.477 milioni da ¥26.419 milioni per il pagamento stagionale di imposte, premi e dividendi. Il finanziamento è altrettanto visibile: i debiti bancari a breve sono balzati a ¥25.000 milioni da ¥3.000 milioni, contratti proprio per pagare le azioni MyMo, spingendo le passività totali in aumento di ¥22.019 milioni a ¥104.244 milioni, pur con le imposte da versare scese a ¥1.270 milioni da ¥4.560 milioni e il fondo premi a ¥1.923 milioni da ¥3.346 milioni. Le obbligazioni, a ¥9.000 milioni, e i debiti a lungo termine, a ¥7.000 milioni, sono rimasti invariati. Il patrimonio netto è cresciuto solo di ¥2.565 milioni a ¥146.261 milioni — utile del trimestre e riserva di conversione positiva compensati dai dividendi pagati — e il patrimonio degli azionisti ha raggiunto ¥144.420 milioni da ¥141.956 milioni. Poiché l'attivo si è espanso circa dieci volte più rapidamente del patrimonio, l'indice di patrimonializzazione è sceso di 5,1 punti al 57,7% dal 62,8%, un gradino che riflette il finanziamento dell'acquisizione e non un deterioramento dell'attività. Il numero di azioni si è mosso appena: 86.111.638 azioni emesse, invariate, con 2.142.426 azioni proprie, incluse 80.784 detenute dal trust BIP per la remunerazione degli amministratori, e una media ponderata di 83.969.242 contro 84.647.206.
Chi cerca un rendiconto finanziario non lo troverà. Morinaga dichiara esplicitamente di non aver redatto il rendiconto finanziario consolidato per il primo trimestre, come consentito dalla normativa giapponese sull'informativa trimestrale. Al suo posto la società comunica i due dati necessari ad approssimare l'utile di cassa: ammortamenti per ¥2.565 milioni, contro ¥2.455 milioni, e ammortamento dell'avviamento per ¥359 milioni, contro zero un anno prima. Su questa base semplificata l'EBITDA — la misura che Morinaga stessa definisce come utile operativo più ammortamenti più ammortamento dell'avviamento — risulta pari a circa ¥9.047 milioni, contro ¥9.553 milioni un anno prima.
Un'indagine antitrust incombe sul business dei gelati
Nascosta nelle note c'è la comunicazione non finanziaria più rilevante del trimestre. Il 16 giugno 2026 Morinaga è stata sottoposta a un'ispezione in loco della Japan Fair Trade Commission, l'autorità antitrust giapponese, per sospetta violazione della legge antimonopolio in relazione ai prezzi di spedizione di gelati e prodotti di gelateria surgelati. La società afferma che collaborerà pienamente, che l'indagine è in corso e che l'effetto sulla situazione patrimoniale e sui risultati è al momento ignoto: la posizione è iscritta come passività potenziale, senza accantonamento. Il tempismo è delicato: i gelati sono proprio la categoria in cui il gruppo ha appena speso ¥20,8 miliardi per comprare una piattaforma americana, e in cui le revisioni dei prezzi domestici sono state la ragione dell'aumento dell'utile di settore in questo trimestre. Per il resto le note erano pulite: nessun dubbio sulla continuità aziendale, nessuna variazione significativa del patrimonio degli azionisti e nessuna imposta minima globale rilevata, avendo la società applicato il paragrafo 7 del Documento Applicativo n. 46. Il bilancio consolidato trimestrale è stato sottoposto a revisione limitata volontaria da parte di Deloitte Touche Tohmatsu LLC, la cui conclusione senza rilievi porta la data del 5 agosto 2026.
Guidance e dividendo entrambi intatti
Morinaga non ha modificato né la previsione sui risultati né il piano di dividendo, riconfermando esplicitamente la guidance diffusa l'11 maggio 2026. Per l'intero esercizio fino a marzo 2027 continua a indicare ricavi netti per ¥257.000 milioni, in crescita dell'8,6%, un utile operativo di ¥22.800 milioni (+1,8%), un utile ordinario di ¥22.200 milioni (−2,0%) e un utile netto di ¥16.500 milioni (−7,1%), per un utile per azione di ¥196,03. Per il primo semestre la guidance è di ricavi per ¥131.000 milioni (+7,5%), utile operativo di ¥12.100 milioni (−9,4%), utile ordinario di ¥11.900 milioni (−11,5%) e utile netto di ¥9.200 milioni (−16,6%), con un EPS di ¥109,30. Il primo trimestre ha quindi consegnato il 24,8% dell'obiettivo annuale di ricavi e il 26,9% di quello di utile operativo — una partenza solida sul fronte dell'utile, considerando che la guidance già sconta un primo semestre fiacco e un recupero nella seconda parte dell'anno, una volta annualizzati i costi dell'operazione. Sulla distribuzione, la società conferma ¥35,00 di acconto e ¥35,00 di saldo, ossia ¥70,00 all'anno, contro i ¥65,00 pagati per l'esercizio chiuso a marzo 2026 (¥32,50 più ¥32,50): un incremento del 7,7% finanziato in un anno in cui l'utile finale è atteso in calo. Le quattro attività che Morinaga indica come aree prioritarie del piano 2030 — "in", gelati, vendita diretta e Stati Uniti — hanno generato insieme ¥35.400 milioni di ricavi, pari al 55,7% del totale di gruppo, dal 53,2% di un anno prima.
| Indicatore | 1T 3/2027 | 1T 3/2026 | Var. annua |
|---|---|---|---|
| Ricavi netti | 63.617 | 60.253 | +5,6% |
| Costo del venduto | 37.083 | 35.370 | +4,8% |
| Margine lordo | 26.533 | 24.882 | +6,6% |
| Spese commerciali e amministrative | 20.410 | 17.784 | +14,8% |
| Utile operativo | 6.123 | 7.098 | −13,7% |
| Utile ordinario | 6.214 | 7.204 | −13,7% |
| Utile ante imposte | 6.513 | 7.162 | −9,1% |
| Utile attrib. agli azionisti della capogruppo | 4.458 | 5.046 | −11,7% |
| Risultato complessivo totale | 5.297 | 3.041 | +74,2% |
| Utile per azione (¥) | 53,09 | 59,62 | −11,0% |
| Ricavi in Giappone | 51.610 | 52.130 | −1,0% |
| Ricavi esteri | 12.007 | 8.122 | +47,8% |
| Quota estera sui ricavi (%) | 18,9 | 13,5 | +5,4 p.p. |
| Ammortamenti | 2.565 | 2.455 | +4,5% |
| Ammortamento dell'avviamento | 359 | 0 | Nuovo |
| Totale attivo (vs 31 mar 2026) | 250.505 | 225.921 | +10,9% |
| Avviamento (vs 31 mar 2026) | 16.890 | 0 | Nuovo |
| Debiti bancari a breve (vs 31 mar 2026) | 25.000 | 3.000 | +733,3% |
| Totale passività (vs 31 mar 2026) | 104.244 | 82.225 | +26,8% |
| Patrimonio netto (vs 31 mar 2026) | 146.261 | 143.696 | +1,8% |
| Indice di patrimonializzazione (%) | 57,7 | 62,8 | −5,1 p.p. |
| Dividendo annuo per azione (¥) | 70,00 | 65,00 | +7,7% |
| Attività | Ricavi | Var. | Utile oper. | Var. |
|---|---|---|---|---|
| Dolciumi e Alimentari | 21.041 | −0,6% | 2.263 | +3,6% |
| Gelati | 15.110 | −0,0% | 1.663 | +3,0% |
| Nutrizione "in" | 7.805 | −3,1% | 1.597 | −11,0% |
| Vendita diretta al consumatore | 2.705 | +2,6% | 201 | +53,8% |
| Controllate operative | 2.331 | −12,8% | −68 | In perdita |
| Subtotale Giappone | 48.994 | −1,3% | 5.656 | −5,5% |
| Stati Uniti | 9.105 | +65,1% | 673 | +16,9% |
| Cina, Taiwan ed esportazioni | 2.816 | +12,2% | 226 | +5,2% |
| Subtotale estero | 11.922 | +48,5% | 899 | +13,7% |
| Totale Produzione Alimentare | 60.916 | +5,6% | 6.556 | −3,3% |
| Commercio all'ingrosso alimentare | 1.995 | +4,5% | 125 | −57,5% |
| Immobiliare e Servizi | 497 | +7,5% | 227 | +13,2% |
| Altri | 208 | −1,7% | 24 | −50,3% |
| Costi centrali / elisioni | — | — | −811 | In aumento |
| Totale consolidato | 63.617 | +5,6% | 6.123 | −13,7% |
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